Hai messo male il piede mentre facevi sport, ed ora hai un forte dolore alla caviglia? Vuoi capire meglio di cosa si tratta e cosa puoi fare per riprenderti al più presto? Continua a leggere l’articolo per saperne di più!
- Introduzione
- Grado di lesione e sintomi
- Trattamento
INTRODUZIONE
La distorsione di caviglia è un evento frequente, che può verificarsi durante attività sportive o in attività più comuni come camminare e scendere le scale. È un evento traumatico in cui l’articolazione della caviglia viene sollecitata oltre i suoi limiti di movimento, comportando possibili lesioni ossee, muscolo-tendinee e legamentose.
Dopo un trauma distorsivo, i legamenti possono essere forzati o lacerati. Comunemente, sono più frequenti traumi in inversione, cioè il movimento in cui la pianta e la punta del piede ruotano verso l’interno; ma si possono avere anche traumi in eversione, ovvero quando il piede ruota verso l’esterno. Il legamento Peroneo Astragalico Anteriore (PAA) è il legamento lesionato più frequentemente, mentre sarà meno comune la lesione dei legamenti Peroneo Calcaneare (PC) e Peroneo Astragalico Posteriore (PAP).
Oltre a lesioni legamentose, possono verificarsi anche fratture associate dei due malleoli, o per avulsione, quindi per trazione dell’osso da parte del legamento, o per compressione durante il trauma.
Spesso le distorsioni possono andare incontro a recidive ed evolvere in una vera e propria instabilità cronica della caviglia. Tra i fattori predisponenti, riconosciamo infatti, in primis traumi distorsivi non trattati precedentemente, mentre secondariamente, una lassità capsulo-legamentosa e una debolezza muscolare.
GRADO DI LESIONE E SINTOMI
Per identificare la gravità delle distorsioni si utilizza una gradazione da 1 a 3, con gravità crescente.
- Grado 1: distorsione lieve, con stiramento o lesione del PAA
- Grado 2: distorsione moderata, con lesione del PAA e del PC
- Grado 3: distorsione grave, con lesione completa di tutto il compartimento legamentoso
Quali sono i sintomi per riconoscere una distorsione di caviglia?
- Dolore, che aumenta durante le attività o alla palpazione della caviglia
- Difficoltà di appoggio, a seguito del trauma e nei giorni immediatamente successivi
- Gonfiore ed ecchimosi, tanto più evidenti a seconda della gravità della lesione
- Sensazione di instabilità, dovuta alla lesione delle strutture che stabilizzano la caviglia
È importante che venga eseguita una valutazione da parte di un medico o di un fisioterapista, per poter comprendere la gravità della lesione ed escludere eventuali fratture, che, dovranno essere confermate in seguito da una radiografia.
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Per quanto riguarda i primi due gradi di lesione, si possono dividere il trattamento e il decorso clinico in tre fasi:
- Fase di protezione: Nei primi giorni è importante minimizzare il gonfiore, eseguendo compressione con fasciature o calze, elevazione e ghiaccio (come da protocollo P.R.I.C.E. o P.O.L.I.C.E.). Si può eventualmente ricorrere all’ausilio di stampelle per ridurre il carico, o di tutori e fasciature che limitano i movimenti di inversione ed eversione, ma permettono gli altri movimenti, in modo da non immobilizzare completamente il piede. È importante, inoltre, che vengano effettuati movimenti con le dita, per favorire la circolazione del sangue e ridurre l’edema.
- Fase di movimento controllato: Usciti dalla fase acuta, è fondamentale ridurre al minimo l’immobilizzazione della caviglia, dal momento che è stato dimostrato possa contribuire a ritardare i tempi di guarigione. In questa fase si possono eseguire movimenti attivi e passivi del piede e delle dita con il fisioterapista, che può integrare esercizi isometrici a basso carico per rafforzare la muscolatura della caviglia e del piede. Si possono aggiungere inoltre anche esercizi per l’equilibrio, meglio se con carico parziale.
- Fase di ritorno all’attività: Gradualmente si possono aumentare gli esercizi di rinforzo ed equilibrio e, rispettando il decorso clinico del paziente, iniziare a camminare e correre. L’obiettivo ultimo, infatti, è quello di far rientrare il paziente alla propria attività sportiva.
Per il trattamento del il terzo grado di lesione, quello più severo, si può tentare la via conservativa facendo della fisioterapia, seguendo le tre fasi sopra elencate. Tuttavia, nei casi più gravi di distorsione, con eventuale presenza di fratture o nei casi di instabilità cronica, si ricorre alla terapia chirurgica. I tempi di recupero in questo caso possono essere più lunghi, e diventa ancora più importante intraprendere un percorso fisioterapico post-operatorio che riporti il paziente ad eseguire tutte le attività precedenti all’infortunio.